Il noleggio lungo termine è sempre più GREEN.

Il noleggio lungo termine è sempre più GREEN.

Quanto è ecologico il noleggio a lungo termine? Quanto pesa il fattore ambiente nella scelta della flotta aziendale? Alle imprese interessa davvero essere “verdi”?

A queste domande ha risposto una ricerca commissionata da – la società leader del noleggio a lungo termine in Italia che ha riunito i due storici brand Leasys e Savarent – che ha fatto il punto sulle immatricolazioni di auto ibride, metano e GPL nel settore. La ricerca – eseguita dal Centro Studi Fleet&Mobility sui dati delle immatricolazioni Unrae e attraverso rilevazioni di mercato – mostra che oggi la percentuale delle vetture a bassa emissione di CO2 sul totale delle immatricolazioni del noleggio a lungo termine si attesta sul 2%. Leasys SpA (con il 42% di Leasys unito al 10% di Savarent) è primo player assoluto di mercato (Arval, secondo, si attesta al 17%, seguono Ald automotive e Leaseplan rispettivamente con l’8 e il 7%). Delle auto eco immatricolate da Leasys oltre il 97% sono su vetture deibrand Fiat, la casa del Lingotto dispone infatti della più ampia gamma di auto pulite con motorizzazioni capaci di soddisfare esigenze molteplici.

A dominare le nuove immatricolazioni eco nel noleggio sono infatti i brand del Gruppo Fiat che, con una quota superiore al 70%, conferma il suo ruolo leader nel mercato, dove da anni è presente con diversi modelli tra le prime dieci auto noleggiate in Italia. Dati alla mano, anche nelle immatricolazioni verdi quattro delle prime cinque auto al vertice sono a marchio Fiat, con oltre il 45% del mercato occupato dalla Grande Punto, seguita da Panda (15,9%), Multipla (5,3%) e Bravo (4,2% a parimerito con la Ford Focus).

Le ecoimmatricolazioni del noleggio vedono al secondo posto, ampiamente distaccata con circa il 7% Volkswagen seguita da Ford, Renault, Opel mentre altri marchi concentrano il 10% del totale.

Della fetta, invero piccola, della torta del noleggio, oltre il 90% dei veicoli sono alimentati a benzina e GPL (47%) e benzina e metano (44%), mentre è più ridotta l’offerta di quelli esclusivamente a metano (5%) e con motore benzinaelettrico (4%). “La ricerca nasce dalla volontà di capire meglio come è composto il mercato e verificare i risultati del lavoro fatto nel 2009; l’obiettivo è quello di rendere ancor più qualificata la nostra penetrazione nel settore, con un’offerta che sappia rispondere al meglio alle esigenze delle aziende più attente all’ambiente nella scelta del proprio parco auto. Questo ci permette di continuare a svolgere quel ruolo di consulente che ci è proprio e che garantisce al cliente la soluzione più adatta in termini economici e, nel contempo, attuare una policy più ecofriendly” commenta , General Manager Leasys e Responsabile Noleggio a Lungo Termine FGA Capital.

Il noleggio a lungo termine, come tutto il mondo della produzione e dei servizi, è reduce da un anno quantomeno difficile. I dati diffusi da Aniasa all’inizio di marzo rilevano un crollo nelle immatricolazioni di veicoli nuovi del 27% e chiedono l’allineamento delle normativa fiscale ai livelli europei.

Ma parlare di long term rental eco è ancora più arduo perché il noleggio, oltretutto, paga la mancanza di quegli ecoincentivi che nel 2009 hanno spinto molti privati verso le auto meno inquinanti e che le aziende del settore chiedono da anni. Lo spiega così Fabrizio Ruggiero: “La prima conclusione che si può trarre da questa ricerca è che serve subito una politica di incentivi verso quelle aziende che acquistano o noleggiano vetture verdi, per sostenerne la domanda.

Oggi le aziende guardano a un investimento che generi risparmio nelle emissioni associato a quello nei bilanci.”


Per una reale ricaduta positiva sulle emissioni di CO2 gli incentivi si potranno legare, ad esempio, all’effettivo utilizzo del carburante (così come alcune aziende già riconoscono ai dipendenti solo le note spese per gli acquisti di metano per le zone servite ), così come sarebbe opportuno legare alcune tasse come bollo e immatricolazione all’effettiva emissione di CO2 delle vetture, misurando gli importi secondo le dichiarazioni del costruttore. E’ chiaro che nessun incentivo basterà a compensare le carenze strutturali come la scarsa e poco omogenea distribuzione di colonnine per il rifornimento di carburanti altenativi sul territorio nazionale e nei centri urbani. Conclude Ruggiero: “In mancanza di incentivi per le auto verdi è presumibile che si assista a una domanda che non cresca nel tempo.

Noi, da parte nostra, accanto alle vetture eco friendly offriamo una gamma di servizi ad hoc, fornitura di pneumatici più ecocompatibili, manuali e corsi di guida eco, supporto nel monitoraggio delle emissioni prodotte.
Con più pragmatismo che idealismo, cerchiamo efficienza e risparmio all’interno di un investimento che deve essere sicuro, affidabile ed ecologico”.


FONTE: fleetblog.it

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